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Diario di un viaggio strampalato..
Deliri metropolitani
post pubblicato in diario, il 31 ottobre 2008


 
Oramai siamo l'incubo di tutti i "Cini'" di Manhattan, a Curtulidda sta anche facendo un reportage fotografico, e non vi dico le pantomime che mi fa fare per immortalare loro e non me messa in posa strategica. Pero' poi li aiuta anche, oggi in metro una occhi a mandorla le ha chiesto un'informazione e lei indicando la cartina le ha risposto "attia cini'! look here!", gia' adesso diamo anche informazioni. Ieri siamo andate al Metropolitan Museum, c'erano tutti all'appello da Andy Worhol a Chagall, Van Gogh, Manet, Monet, Renoir, Klimt, Degas, Pollock, Picasso, De Chirico, Dali', Morandi e molti altri, sono uscita fusa e cunfusa da la' dentro. Poi siamo andate a fare una bella colazione tipica americana in un Dinner alle ore 17, ma vi dico subito che il "Gambero Rosa" ha bocciato tutto, e anche io devo ammettere che i miei 29 anni passati sanza pan cake non li rimpiango per niente.
 
Oggi abbiamo deciso di andare a visitare un Museo molto particolare, una succursale del MoMa nel Queens, solo che credo mi sia sfuggita qualcosa. Appena arrivate sulla 45esima Str nel Queens, siamo scese e abbiamo chiesto ad una signora dove fosse questo museo, ecco da qui, mi sono ritrovata seduta in un fast food a parlare di lenzuola e tende con questa signora. E pensavo.. "ma sti americani su stranuliddi fuorti t'incocciano in mezzo alla strada e ti trascinano in questi deliri", poi a ben pensare ho capito che l'americana Herta di 70 anni, non c'entrava molto, la colpa e' di Rosita che si gasa appena le capitano queste cose. Lei che non ha mai preso caffe', appena questa ci ha proposto di andare a prenderlo insieme, mi fa "Amuni' Ale amunni' a pigghiari un cafe'!!!" tutta priata, e io che pensavo.. "ma non dovevamo andare al museo d'arte contemporanea???". Herta in compenso ci ha dato moltissime informazioni utili, un sacco di dritte per risparmiare, ad esempio, siccome noi siamo divoratrici di Sushi, ci ha detto che i "Cini'" hanno copiato alla perfezione anche quest'arte e lo vendono a pochissimo a China Town, ... eh sti cinisi, una ne pensano e cento ne fanno!!!. Cosi' adesso abbiamo anche il pensiero di chiamare Herta, non ci bastavano Venny, Zelda e u Signo' Giorgio, ma daltronde pi truvari impirugghi Rosa e' unica. Poi oggi finalmente sono riuscita nell'unico intento che mi ero prefissata, infatti, oltre alle cose di rito, volevo vedere uno spettacolo di danza, una mia vecchia, ma mai passata del tutto, passione. I prezzi dei Musical di Broadway sono assolutamente proibitivi, si parla di 140 euro a testa.. "la testa della cernia" e' stata la risposta che abbiamo dato all'unisono. Comunque, cercando imperterrita su internet, ho trovato questo spettacolo dell'American Ballet Teather, il biglietto per il posto piu' in culo ai lupi era 25 dollari. E fu cosi' che io e a Curtulidda ci siamo impupate e siamo andate a teatro, e devo dire che questi soldi sono stati davvero ben spesi, sono soddisfattissima e anche Rosa si e' compiaciuta.
 
Oggi ho rischiato di perdere a Curtulidda per ben 2 volte, la prima in metro, a Time Squere. Mi giro e all'improvviso non c'era piu', sono stata 15 minuti a pensare alle cose piu' atroci di questo mondo, la vedevo narcotizzata da qualcuno e in viaggio per qualche parte sperduta dell'America, e io che dovevo chiamare la famiglia e dire che neanche la carcassa c'era. Quando stavo per realizzare che l'unica soluzione era quella di mettersi in un angolo a piangere, dall'alto di una scala sento una voce "Aleeee!! ma chi cummini!!", a quel punto avrei fatto come ogni madre panormita che si rispetti, ci avissi ratu u riestu, ma mi sono contenuta. La seconda volta che stavo per perdere la Corta e' stata quando incontrando un egiziano che lavorava davanti un ristorante vicino il teatro, questo ha pensato bene che voleva sposarla. Io ero gia' pronta a contrattare sui cammelli, ma lei ha preferito fuggire via.



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Strapha(le)ngers, passeggere della metro
post pubblicato in diario, il 29 ottobre 2008


 
Ieri le strafy si sono date alla scoperta dell'arte e dell'architettura, sono state al Guggenhaim (hai visto capa clan che siamo state brave?), ovviamente mi sono spacciata per studentessa per avere lo sconto. Mentre a Curtulidda si compiaceva della struttura architettonica e faceva foto quando non si poteva, facendosi anche rimproverare, io mi emozionavo davanti quadri di Picasso, Toulouse Lautrec, Cezane e Manet. Ho ricordato il periodo in cui all'universita' studiavo con Carmela storia dell'arte, e di come questa materia ci sia piaciuta, dei discorsi che facevamo, da ubriachi e non, con Rosita (collega) e con Bafri. E adesso tutto quello che avevo studiato ce lo avevo davanti agli occhi. La "donna che stira" di Picasso del periodo blu, quando la sua attezione era rivolta agli ultimi della societa', e' quello che in assoluto mi e' piaciuto di piu'. Dopo a Curtulidda mi ha anche spiegato un po' della struttura del museo e devo dire che in effetti e' stupefacente e molto particolare. Tutto il percorso si snoda in un'unica spirale dove su diversi piani ci sono le varie sale. All'uscita abbiamo pensato di andare a visitare Central Park, previa sosta per il pranzo. Nella parte sud ovest di Central Park c'e' Whole Food e siamo andate li', si prende il cibo cotto e si paga a peso, ovvimente meta' del pasto lo abbiamo consumato prima di arrivare alle casse con la famosa non chalance che ci contraddistingue.  A Curtulidda avvistando delle deliziose patate ha esclamato "cu mancia patati un muori mai!" e se n'e' presa una lauta porzione, io notando che erano nello scompartimento delle cose fredde ho desistito. Paghiamo, e ci sediamo per mangiare, a Curtulidda si mette in bocca le patate tutta priata e mi guarda sconcertata. Le patate non erano patate bensi' mele cotte con la cannella, entrambe le cose non piacciono a Rosa e allora ha esordito con "botta ri sali pi quantu custaru un minni putieva pigghiari chiu' picca!!". Alla fine tutto quello che abbiamo preso da mangiare non era esattamente quello che credevamo. Per niente soddisfatte del pranzo ci siamo dirette a Central park e tra scoiattoli e foglie di vario colore in perfetto stile autunno a New York siamo arrivate allo strawberry field, un luogo dedicato alla memoria di John Lennon. Un posto molto spirituale, dove la gente mette sempre fiori e dove c'e' sempre qualcuno che canta le canzoni piu' famose dei Beatles.

Oggi a New York e' calata di botto la temperatura, c'erano 5 gradi, pioggia e vento. Io e a Curtulidda eravamo un po' prese dalla botta, ma alla fine in uno slancio di operativita' siamo scese da casa e abbiamo preso un treno consigliato dalla guida che attraversa il Queens e tutti i vari quartieri degli immigrati. La metro e' un posto affascinante qui, le persone si addormentano tutte, e anche Rosa appena salita s'addummisciu. Io guardavo fuori i vari paesaggi, i murales, le case, ma poi mi affascinano sempre le persone, mi blocco a guardarle, e quando sono nel meglio dei miei pensieri a Curtulidda si sveglia e comincia a buttare voci e a commentare ogni essere vivente nel raggio di 10 metri, e' spietata e fa satari 'ntallaria mezzo vagone della metro che dorme e me che sono assorta. Oggi con la Corta ci siamo messe a fare discorsi della serie "ma se tu guadagnassi 5mila euro al mese cosa faresti?", reduci dei discorsi con Valerio, e da li' cominciano discussioni surreali, suddivisione del budget per i diversi impirugghi e cose da comprare, poi tornando alla realta' pensiamo che tanto e' impossibile guadagnare tanto a Palermo, e automaticamente si infila l'altro discorso che oramai e' nella "top ten dei discorsi dei 30enni palermitani", e cioe', "ma tu vuoi rimanere a Palermo?", "perche' a trent'anni si fanno scelte che sono per tutta la vita e quindi se te ne vai non torni piu'", etc etc. Al rientro dalla gita siamo scese a Times Squere ed erano le ore 18.30, piena ora di punta, una fiumana di gente che andava velocissima ci ha travolto. Noi che non abbiamo mai premura andavamo lente e guardandoci intorno a Curtulidda ha esclamato "c'e' cu va i primura e c'e' cu scaccia uova!".



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Unione Strafalarie Associate
post pubblicato in diario, il 27 ottobre 2008


 
Oggi le strafalarie hanno fatto pulizie a New York, in previsione dell'arrivo del padrone di casa, Dario. Hanno spolverato, stricato per terra, messo la lavatrice, confermo sempre la sofferenza per l'assenza del balcone, l'asciugatrice non ha lo stesso fascino di stendere sui fili all'aperto, cosa che permetterebbe alle strafalarie di mettersi la mano sul cianco e vedere se nella zona e' tutto a posto. Dopo avere sbrigato tutte le faccende di casa siamo uscite alla volta di New York senza un programma, tanto abbiamo capito che e' inutile. Quando ciondoliamo per la citta' molti sono i semafori pedonali che incontriamo, e qui i newyorchesi hanno sempre premura e passano spesso col rosso, cosi' anche noi spesso facciamo le newyorchesi impegnate e attraversiamo alla spensierata. Ogni tanto pero' siamo un po' troppo intraprendenti e vicendevolmente ci riprendiamo, io, m'immagino sempre una scena. In linea di massima la immagino sempre quando sono fuori Palermo, penso che mi prendono di petto e che la persona che e' con me deve dare la notizia alla mia famiglia, e vedo Rosita che componendo il numero di casa mia si prepara il discorso e si schiarisce la voce e quando mia madre risponde le dice "Signora Torrecchia c'e' una carcassa che le appartiene sulla 31esima Str da ritirare, viene lei o gliela faccio spedire?". 
 
Devo ammettere che gli States non hanno fatto un grande affare ad averci come ospiti, ovunque arriviamo cerchiamo sempre il business. Oggi abbiamo deciso di andare a mangiare la cheese cake da jounior's, appena arrivate abbiamo visto che una fetta di torta era 6 $, allora le tirchie che siamo subito ci siamo fatte 4 conti a tavolino, abbiamo visto che una torta sana costava 14 $, e con non chalance abbiamo optato per la torta sana. Secondo me dovevamo nascere tra i "buccoli" solo che alla fine allo "smistamento bambini" hanno sbagliato destinazione e ci hanno mandate alla bella Corso Calatafimi. Comunque mangiando la cheese cake ci siamo accorte che accanto a noi c'era uno steek house e c'erano dei "panturri" che si mangiavano degli hamburger che facevano venire il cuore, cosi' io e a Curtulidda, abbiamo deciso di provare anche l'hamburger, quello buono. Prima abbiamo fatto i nostri soliti conti davanti il locale, facendoci riconoscere, abbiamo calcolato mancie e servizio al tavolo, e capendo che anche questo locale si sposava bene con le nostre tasche, siamo entrate. Ci siamo arricriate anche col nostro panino, alla fine al momento di pagare abbiamo anche fatto le gnorri. Sulla guida c'e' scritto che bisogna sempre lasciare la mancia pari al 10% di quello che si spende. Il conto veniva 19.97$, ma io e a curtulidda abbiamo deciso che era molto piu' democratico per le nostre sacchette lasciare solo 3 centesimi, e con grandi sorrisi a suon di "Thank you so mutch" scappottare al volo.



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That's amore
post pubblicato in diario, il 26 ottobre 2008


 
La prima volta che ci siamo state non avevamo capito le grandi potenzialita' di questo posto. Ieri, guardandolo piu' attentamente, abbiamo capito che e' il paese dei balocchi. Stiamo parlando di Century 21 un grande magazzino vicino graundzero, che vende tutti indumenti di marca scontati. Non vi dico la baruffa che abbiamo combinato la' dentro, le nostre voci echeggiavano per tutto Century. Lo abbiamo svaligiato, alla fine alle casse straripanti di roba che sembravamo 2 "vucumpra' ", abbiamo fatto lo show. Eravamo separate da una colonna, io non vedevo Rosa, ma in compenso, quando alla millesima volta la sua postpay rifiutava il pagamento, ho sentito le sue voci. "Rammi cca scimunita ca ci pensu io!!" parlando con la commessa non troppo sveglia e' stato l'esordio di un dialogo che alla fine ha portato me a pagare anche i suoi acquisti. Siamo uscite paonazze, morte dal caldo e arraggiate, poi guardando i nostri acquisti ci siamo rilassate.

Oggi New York si e' svegliata sotto un cielo cupo e con un caldo stile Palermo quando c'e' scirocco. Avevamo un fitto programma di attivita' per la giornata, che ben presto e' andato a cachi', infatti, ogni volta che siamo in giro per raggiungere un obiettivo e guardiamo la cartina a Curtulidda si rende conto che siamo nei pressi di qualcosa di interessante, e mi dice, "ci amu a ghiri??" e io che non sono rinomata per la mia coerenza mi lascio corrompere. Oggi la deviazione e' stata fatta alla scoperta di Little Italy, che ormai si e' ridotta ad una strada dove vicinissimo c'e' China Town, e infatti anche little Italy per quanto pittoresca pullula di occhi a mandorla. I cinesi sono dovunque, e cosi' e' nato il tormentone del giorno, dovete sapere che Rosa quando va in giro parla con tutti in siciliano strettissimo, da oggi, ogni volta che incocciavamo un cinese gli diceva "attia cini'!! chi si rici?", e tutta la giornata ci e' passata ad abbanniare i cinesi.

Nella strada che rappresenta l'Italia a New York la prima cosa che ci ha colpito e' stato il Caffe' Palermo, subito dopo c'era il ristorante Sorrento. Per chiedere un'informazione ci siamo avvicinate e abbiamo chiesto FINALMENTE IN ITALIANO ad un signore davanti la porta del ristorante che in breve abbiamo scoperto essere di Palermo. Appena abbiamo scoperto che era di Palermo io e a Curtulidda ci siamo gasate, ed e' stato come incontrare un parente, gli abbiamo fatto un sacco di domande e anche lui era molto contento. Ci ha invitato a prendere un caffe' e ci siamo presentati, lui e' il Signor Giorgio, avra' un'ottantina d'anni, ma grinta da vendere, ben presto abbiamo scoperto che anche lui ha vissuto in Corso Calatafimi!. Cosi' u Signo' Giorgio ha cominciato ad elencare liste infinite di persone che potevamo conoscere, ma dato il gap generazionale io e a Curtulidda non conoscevamo nessuno, solo u signo' Lo Verso u ciuraro conosciamo perche' "nna zuona e' canusciutu". Poi u Signo' Giorgio ci ha raccontato che 15 anni fa voleva tornare a Palermo, e aveva anche trovato "u business" per tornare, ma le cose non sono andate come sperava. Conosceva molti dirigenti di Macy's e di altri grandi magazzini abbastanza importanti di NY, e con loro aveva studiato un import di maglieria, per sei mesi il signo' Girogio e' venuto in Italia per organizzare tutto alla perfezione. E' stato a Firenze per cercare i filati e dove ha trovato la designer per i modelli, ha trovato i macchinari a Pontedera, alla fine e' andato a Palermo dove ha trovato anche la sede per la fabbrica. La Regione Sicilia doveva finanziare in parte il progetto con una somma di denaro che si aggirava intorno ai 200 milioni per lo start up iniziale. Quando tutto era pronto e stabilito e c'erano solo le assunzioni da fare, chi di competenza alla regione gli ha detto che di quei soldi il 30% doveva darlo per il "favore" ai vari assessori. Il signor Giorgio, dopo tutto il tempo e la fatica spesi si e' molto arrabbiato e non e' sceso a compromessi col sistema e se n'e' tornato negli States. Quello che mi ha stupito di questa persona e' stata l'estrema sincerita', ci ha detto che anche lui prima ragionava cosi', per "favori" e che quando ha potuto, nel suo piccolo, aiutare qualcuno a trovare lavoro o altro lo ha fatto, ma adesso ci ha detto che non la pensa piu' cosi', che si e' ricreduto e che quando lo ha fatto, lo ha fatto perche' "ognuno acquisisce la mentalita' del luogo dove e' nato e cresciuto", e non posso dargli torto. Come al solito anche questa storia lascia un po' di amaro in bocca, ma anche una profonda stima per questa persona che gia' sento di volere bene.

Al ritorno verso casa abbiamo continuato ad abbanniare a tutti i "Cini'" che incontravamo. A Curtulidda quando corre per attraversare la strada e' troppo comica, specialmente quando ha l'ombrello aperto tutto rotto dal vento. Dopo avere fatto la spesa e cercato i miei stivali che ancora non riesco a trovare, siamo rientrate a casa, anche il nostro androne e' tutto addobbato per Halloween come il resto della citta'. Aprendo la porta di casa abbiamo avuto una sorpresa, e' arrivata la ragazza di Valerio che e' venuta a trovarlo da Washington, e indovinate un po'?? anche lei e' na "cini'"!!!
Adesso vado a dormire che domani a Curtulidda mi deve portare a messa... andiamo ad Harlem a vedere e sentire i cori Gospel!



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Alta finanza
post pubblicato in diario, il 24 ottobre 2008


 
Grandi acquisti hanno segnato la giornata di oggi. Il dollaro e' in rapida ascesa, quindi, io e la mia amica esperte di alta finanza, dopo avere fatto una riunione strategica, stamattina, abbiamo deciso che era ora di attaccare il mercato statunitense, anche perche' da quando siamo qui stu sdisanuratu dollaro ha preso un sacco di punti e si prevedono ancora rialzi per i prossimi giorni. Cosi', previo consiglio del nostro nuovo amico Valerio, ci siamo dirette spedite da H&B, un negozio di elettronica di sei piani gestito dai "buccoli" (nello slang di Rosita sono gli ebbrei). Il grado di efficenza e' sconvolgente, nonostante le frotte di assatanati compratori in pochissimo tempo si smaltiscono file chilometriche per ordinare, pagare e ritirare i prodotti. Io e Rosa abituate alla commesse di Max Living sfatte di natura e con la ciunga in bocca di defoult, siamo rimaste piacevolmente colpite da questa efficienza. Il nostro obiettivo era l'ipod, ma, quale comprare? come capire se conveniva acquistarlo qui?. Cosi' abbiamo inquitato 4 buccoli per capire bene i modelli e i costi, non riuscendo a fare i conti a mente abbiamo preso carta e penna, io le moltiplicazioni in colonna non le so fare piu', capisco che daro' un duro colpo alla mia maestra, ma e' cosi', inutile opporsi. Rosa ancora ancora sa spirugghia, nonostante ai superiori ho impiegato penso una settimana per spiegarle il teorema di Pitagora. Dopo ci siamo consultati con i nostri colleghi francesi, due sprovveduti 40enni che si facevano spiegare tutto da un ragazzino di 16 anni, insomma, dopo tre ore abbiamo capito che c'era una convenienza rispetto all'Europa del 30%, e cosi' prese di coraggio, Rosa s'accatto' u bello suffle, ribattezzato Fuffly da un giga, io, spavalda negli aquisti, l'ipod nano cromatic da 8 giga, viola. Cosi' adesso abbiamo il bello citofonino della seconda guerra mondiale, ma un ipod ca spacca i balatuna.
 
Poi siamo andate a Conny Island, sotto Brooklyn, dove c'e' un parco di divertimenti vicino il lungomare, un posto molto malinconico e antico, che comincia la stagione solo ad aprile e quindi era tutto chiuso, purtroppo dall'anno prossimo non esistera' piu' perche' hanno venduto il terreno per costruire chissa' cosa. Siamo anche andate a mangiare il "cane caldo" da Nathan che e' aperto dal 1916, dove si svolge ogni anno la gara per chi ne mangia di piu'. Tornando in metro mi sono buttaniata con un bambino che avra' potuto avere una decina d'anni, alla fine gli ho insegnato a dire "va passiati a scimia" e devo dire che apprendeva rapidamente riproducendo anche l'accento siculo.  



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Confronti
post pubblicato in diario, il 23 ottobre 2008


 
E' mezzanotte a NYC, la citta' pero' sembra non dormire mai, i grattacieli sono pieni di luci accese, l'edificio del Times rimane acceso tutta la notte, e' proprio qui davanti a noi. Anche le auto e le sirene sembrano non dare mai tregua alla citta'. Da ieri abbiamo un nuovo inquilino in casa, Valerio, un amico di Dario nato a Catania si e' trasferito subito a Palermo e a 18 anni e' venuto a vivere con la sua famiglia negli States. Adesso ha 29 anni, lavora per una compagnia immobiliare qui a NYC, ci ha spiegato che il grande problema dei mutui non riguarda la zona di NY, ma altre zone dell'America. Parlando con lui mi e' venuto spontaneo chiedergli quanto guadagna, mi ha risposto "vuoi proprio saperlo?", conosce molto bene Palermo e sa che da noi il mercato del lavoro e' deprimente, ma io impavida gli ho risposto che volevo saperlo. Mi ha risposto 85.000 dollari all'anno piu' i bonus che si aggiro intorno al 10%, io e Rosa abbiamo pensato subito alla sarda appesa accanto al letto che lecchiamo ogni notte a Palermo. Io mi sono depressa da morire, Rosita ha subito un mutamento, da "strafalaria" e' diventata "taddarita", ha cominciato a raccontare di tutte le avventure che quotidianamente vive con i candidi e innocenti bambini di Brancaccio, e degli stipendi arretrati, da un anno non prende stipendio, in compenso ha donato le sue "aggie" (corde vocali -per la Nica-) al comune. Inoltre ho letto che il sindaco multimiliardario di NYC Michael Bloomberg compie donazioni anonime provenienti dal proprio patrimonio personale destinandole a vari gruppi artistici per far fronte alle carenze dei finanziamenti pubblici, ha ripristinato diversi premi artistici dimenticati dagli anni 80, ci tiene molto alla cultura e all'arte e lo palesa con azioni concrete. Adesso spontaneamente cosa vi viene da pensare? il mio pensiero e' andato subito al nostro sindaco e alla nostra amministrazione, a quanto ci coccola con mostre, eventi culturali e donazioni.. vordiri nienti.
Inoltre mi sono fatta spiegare da Valerio una cosa che da sempre mi colpisce e mi affascina di questa citta', che noto in tutti i film che parlano di New York, il perche' del fumo che esce da ogni dove, dai tombini, dai tetti. Innanzitutto, non e' fumo ma vapore ed e' quello prodotto dalla centrale idroelettrica Conedison, che, producendo energia genera vapore, questo vapore anzicche' disperderlo viene incanalato in dei tubi sotterranei che coprono tutta la superficie di NY e viene usato per le turbine, che si trovano dentro i palazzi per climatizzarli, esiste da piu' di 50anni questo sistema. L'ho trovata una cosa molto intelligente. 
 
Oggi le strafalarie sono andate a visitare la statua della liberta' e Ellis Island, mi ha colpito la poesia che scrisse Emma Lazarus quando venne eretta la statua, s'intitola "Il colosso" e questi sono alcuni versi
"Datemi le vostre genti stanche, i vostri poveri, le vostre folle accalcate agognanti di respirare libere, i miseri rifiuti dei vostri lidi brulicanti. Mandatemi i senza tetto sballottati dalla tempesta. Io levo la mia fiaccola verso la porta d'oro!". Immagino questre frotte di immigrati che da Ellis Isand guardavano Manhattan, io e Rosa siamo rimaste scioccate e siamo nel 2008, penso a questi mischini alla fine dell'800 e i primi del '900 che guardavano la citta' carichi di speranze e di sogni da realizzare. Poi penso a noi che viviamo a Palermo e penso che anche noi siamo dei mischini di tutto rispetto e non abbiamo nessuna statua della liberta' pronta ad accoglierci, al limite abbiamo la "statua" dove darci appuntamento.
 
Poi c'e' stato il solito e immancabile appuntamento con lo shopping, Rosita tutto i giorno freme per andare in giro per negozi e quando poi ci siamo non trova niente che le piace, oggi s'accatto un paio di guanti e 5 para ri cuasietti, in compenso io trovo da comprare ovunque e mi spardo una leggittima che non ho. Troviamo sempre negozi sfrausi, e dentro i negozi sfrausi l'area del rituffo, cioe' dove ci sono cose scontate, oggi entrando in uno di questi negozi Rosita mi fa "Ale, veni cca ca c'e' u mercatino!". Poi pero' abbiamo fatto le signore, siamo andate a fare la spesa da Whole food, che vende cibo macrobiotico e organico, insomma siamo andate in gioielleria, un posto davvero intelligente dove si trova tutto che cerca di avere meno impatto possibile sull'ambiente, peccato per il conto da pagare.. tanto poi Rosa se ne esce sempre "Dai Ale, paga".

Dal nostro appartamento le finestre si possono aprire solo di 10 cm, e oggi ho capito che mi manca il bello balcone (daltronde strafalaria sugnu), ho scopato e volevo civilmente pulire la scopa fuori, ma non ho potuto far volare i batuffoli di prululazzo su NY, la scopa non ci passava, e quando ci ho provato mi e' tornato tutto indietro trasformandomi in un peluches. In compenso pero', dopo cena mi sono presa la mia rivincita, nonostante il vento incredibile, dalla fessura di 10 cm sono riuscita a scotolare la tovaglia fuori, queste si che sono soffisfazioni!



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Alla ricerca del sud del mondo
post pubblicato in diario, il 21 ottobre 2008


 
Purtroppo il mio tour operator da chiari segni di cedimento, dovevo metterlo in conto visto la tipologia di viaggio "oltre il low cost". La pimpante Rosita stamattina  aveva deciso che si andava al Metropolitan museum, abbiamo scoperto solo dopo essere giunte a destinazione che il lunedi' e' il giorno di chiusura. Dopo il primo momento di appagnamento, il cuore africano di Rosita ha deciso che era il caso di dirigerci ad Harlem, il quartiere afroamericano di NYC. Daltronde chi la conosce sa che, dove c'e' Africa c'e' Rosita, scorazzare in mezzo ai neri cercando anime in pena da consolare e' ormai sua ragione di vita. E anche in America non poteva esimersi dalla sua missione di beatificazione, cosi' scorazzando felici e giulive tra parruccherie, obesi e sciarrittieri (non capisco com'e' che gli africani sono peggio di quelli di ballaro', si sciarriano sempre), e' giunta l'ora di pranzo. Rosa, dopo essersi fatta consigliare da una strafalaria autoctona, mi conduce in un self service di cucina africana, lei era come se fosse nella sua cucina, prendeva banane fritte, pollo, riso, metteva salsine, tutto questo urlando corridoi corridoi "mi ma e' troppu bello, Ale com'e' ca un ta pigghiatu nienti ancuora!!". Io alla fine sono andata a parare con una scarsa dose di riso, un pezzo di pollo, mango e fragole, saro' l'unica a tornare dimagrita dopo un viaggio negli States. Appena ci siamo sedute al tavolino per mangiare, Rosa ha messo in moto le sue quattro ganascie manbolari e in men che non si dica si era spazzolata tutto e mi guardava soddisfatta. Tornando da Harlem verso Times squere e' stato come passare da un continente ad un altro, e durante tutto il tragitto Rosita non ha fatto altro che fare commenti su tutto e tutti, non le sfuggiva niente, della serie "tale' a chiddu che panturru!!" (il panturro, nello slang di Rosa e' un uomo obeso), ma come questo altre mille commenti, alla fine avevo il cervello bollito. Mi e' venuta in mente una famosa frase di un amico di mia madre che descrive esattamente la situazione, lui rivolgendosi verso sua moglie che le dice "tu non parli, sfiati", e Rosa oggi e' stata una pentola a pressione.

Qui tutti parlano di acquisti da Maysi's, oppure da century, a quanto pare si comprano bene i jeans guess o altre marche e le scarpe da ginnastica. Bene, io non capisco com'e' possibile che noi rimaniamo affascinate e ci squagliano ore dentro i "Centro Gamma" newyorkesi, ne abbiamo trovati un sacco, con il rituffo del rituffo. sinceramente mi diverto molto di piu' che non nei centri commerciali che fanno venire la confusione, della serie "oltre il low cost c'e' il centro gamma".
A cena abbiamo deciso di mangiare nei pressi del nostro domicilio, ma il "Gambero Rosa" e' esigente e ha bocciato quasi tutto, fosse per lei chiuderebbero tutti i ristoranti e i fast food per lasciare il posto all'Africa. Per concludere la giornata, Rosa, sentendosi un po' a San Vito Lo Capo, ha deciso che era il caso di rimettere in moto le ganascie per un gelato, di quelli soft che qui costano poco. Siamo andate da un gelataro e quando quest'ultimo le ha dato il resto, Rosa (anima grande) gli ha lasciato anche la mancia, dopo guardando i soldi con gli occhi sgranati mi guarda e mi fa "ma quantu ci rietti?" e io "10 dollari" e lei "e com'e' ca nn'aiu 6?", insomma, per un cono sfrauso ha pagato 4 dollari, che per le sue tasche sono un patrimonio. Inutile dirvi il teatrino che ha fatto con gli occhi di fuori, dalla bocca le usciva un idioma che spaziava dal siculo in pietra all'inglese, e in tutto questo c'ero io sulla soglia della porta piegata in due dalle risate.



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Etnie e riflessioni
post pubblicato in diario, il 20 ottobre 2008


 
Stamattina mi sono svegliata abbracciata a Jimmy, il cane di Vanny, le ossa gli pesano assai e avevo un pietrone che non mi faceva muovere in sogno. Rosa la mattina e' bella vuncia e con le gote colorite che sembra una messicana. Vanny ha provato ad ucciderci sia per la cena di sabato che per la colazione di domenica con i suoi improponibili manicaretti, per la colazione ha toccato le vette piu' alte di sconcerto. Appena alzata mi ha messo subito al lavoro, mi ha fatto tagliare una cipolla bella grossa, pomodori, cetrioli e peperoni, ingenuamente pensavo fossero per il pranzo, poi mentre cercavo le granfe di polipo nel mio caffe' ristretto ho sentito un piacevole odorino provenire dalla cucina, dopo un po' felice del suo operato ci chiama, me e Rosa, a raccolta, e ci presenta un bel frittatone con mille spezie, tutto quello che avevo tagliuzzato e del formaggio filante che ci aspettava alle 9 e 30 del mattino. Mi giro verso Rosita, che sorridente (visto che lui ci guardava tutto priato) mi fa "si ma manciu, vomito, quindi viri ca fari". Alla fine in un momento di distrazione di Vanny e con la scaltrezza che mi contraddistingue ho fatto volare tutto nella pattumiera.

Oggi il nostro peregrinare ci ha portato a Graunzero, dove lo starnazzare dei clacson si attutisce, le luci si abbassano, i sorrisi si spengono e lasciano il posto al silenzio e alla riflessione. Pochi sono i ricordi indelebili che ho nella mia vita, l'11 settembre del 2001 e' uno di quelli, ricordo dov'ero e con chi, tutte le sensazioni, i commenti e le facce stordite. Anche dopo la strage, ricordo la percezione era quella che un'altra guerra mondiale era alle porte. Oggi a camminare in quel luogo mi sono venuti i brividi, ho provato ad immaginare quel giorno, ma ovviamente e' inimmaginabile. Scendendo siamo arrivate fino a mare, dove ho avuto una sorpresa, ho trovato un pezzo del muro di Berlino che e' stato donato alla citta', lo stesso pezzo di muro dove nel '98 a Berlino mi sono fatta una foto, lo stesso murales. Anche adesso mi sono fatta una foto per testimoniare l'evento. Da li' per non pensare ci siamo buttate a rottadicollo sulla Broadway e nella 7str a cercare souvenir e a contrattare manco fossimo in Tunisia. I cinesi anche qui sono dappertutto, ogni oggetto che ho visto e' rigorosamente "made in china", ha ragione mia zia Marisa quando dice "chisti nni vennu a mancianu pi pani", espressione colorita per dire che diventeranno i padroni del mondo.

Poi finalmente da oggi e' avvenuta la svolta epocale, da profughe siamo passate ad una condizione assolutamente privileggiata, siamo a casa di Dario, abbiamo le chiavi di un appartamento sulla 31esima Str al 52esimo piano. Siamo sole io e Rosita fino a domenica prossima, sono andati via tutti, e io non riesco a smettere di guardare il panorama. Una vetrata enorme che da sui grattacieli newyorchesi con l'empire a destra che sembra di poterlo toccare. Guardo il panorama ad ogni ora per vedere come cambia col cambiare della luce, guardo la televisone ma mi giro in continuazione per ammirare questo spettacolo, mi siedo a terra e lo guardo, nel divano, mentre lavo i piatti, mentre mangio un muffin al cioccolato.. per un attimo mi distraggo, ma poi torno dinuovo li'. L'empire per adesso e' illuminato con i colori di Halloween, arancione e viola, lo guardo mentre vi scrivo e vorrei descrivervi la sensazione che provo, ma le parole non mi aiutano, so solo che mi perdo nelle mille luci quasi al punto di dimenticarmi che esisto.



permalink | inviato da StrafalarieAndTheCity il 20/10/2008 alle 5:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Ciaula scopre la mela
post pubblicato in diario, il 19 ottobre 2008


 
La prima cosa che ho visto stamattina aprendo gli occhi, e' stato il faccione sorridente di Rosita, che ha esordito con "amuni' susiti!!".
Alla fine ieri notte siamo andate a parare in un ostello anche molto carino, in camera quadrupla con altre due ragazze sbarcate da chissa' dove, alle 21 eravamo gia' a letto coricate, anche qui Rosita ha commentato con "avia a bieniri a New York pi curcarimi e novi ri venerdi' sera", anche qui ha ragione, pero' mi ha fatto girare come una trottola tutto il giorno, appena ho visto il letto non ho capito piu' niente, il cervello si e' spento, non dormivo, sono svenuta. Stamattina un'altra avventura ci ha assorbite, l'operazione era trovare casa di Vanny, il famoso Servas che ieri ci ha negato l'alloggio, ieri stesso ha mandato una mail dicendo che oggi ci aspettava, e noi ci siamo presentate sotto il suo portone, ma lui non era a casa, Rosita si e' trasformata in una sorta di diavolo della tazmania, per dirla in siciliano "na ciaula". Dopo svariate telefonate si presenta un tipo dall'aspetto indiano che ci abbraccia e ci bacia, mentre Rosita in cuor suo, da brava strafalaria, avrebbe preferito abbanniarlo come si usa da noi. Lui si e' poco trasferito in questa nuova casa, e quindi ci e' anche toccato aiutarlo negli spostamenti dei mobili, con suo cane che si andava impolpettando tutto, anche i nostri zainetti. Ma chi me lo doveva dire che nella vita mi sarei trovata ad aiutare un indiano che trasloca a New York City. Alla fine siamo uscite, e vagando ci siamo imbattute in un mercato, di quelli che piacciono a me e a Rosita, dove scafunii e trovi cose carine a poco prezzo, abbiamo pranzato li', i falafel erano buonissimi e la crepes con la nutella, le banane e le fragole, enorme. Poi siamo andate in un quartiere molto piu' interessante di times squere, Soho, che secondo me si potrebbe paragonare alla nostra via Alloro, pieno di bella gente, gallerie d'arte, negozi di design e cose strane, ovviamente in tutto elevato a infinito rispetto a Palermo. Scaminiando per queste vie ci siamo imbattute in un negozio del quale mi sono innamorata, un negozio Vintage, c'era di tutto, tutto usato, ma favolosamente anni 60' e 70', non si puo' capire come mi sono compiaciuta a cercare in mezzo queste cose. Questa citta' e' incredibile, c'e' tutto e di tutto. Siamo anche state China town, anche questo quartiere si puo' benissimo paragonare alla nostra via Bandiera, o forse Via Sant'Agostino per il livello di commercianti. adesso siamo a casa di Vanny ad aspettarlo per andare ad una festa dove si balla la salsa e si beve sangria, chissa' cosa ci aspetta. Aaahhh!!! in tutto questo Rosita comincia i suoi primi acquisti, come un bimbo che muove i suoi primi passi, ha comprato un paio di ballerine di vernice!!! ahahahahahhahahahaahhaha!! mi fa muoriri...
Primo giorno a New York City
post pubblicato in diario, il 17 ottobre 2008


 
Siamo in una Biblioteca pubblica al centro di Manhattan, meravigliosa, questa si che e' una biblioteca seria, miliardi di libri, tetti altissimi, sara' una costruzione d'inizio secolo, un sacco di studenti e internet gratis, quant'e' bella la civilta', dev'essere la stessa biblioteca dove Carrie e Big dovevano sposarsi. New York da la sensazione di essere al centro del mondo, tutto e' enorme, mi sento piccolissima. Sembra di essere al centro del mondo, tutto il resto e' periferia. La moltitudine di colori, gente, suoni e' sconvolgente, infatti siamo 2 scioccate a time squere completamente assorbite dai colori e dalle luci. Stanotte e' passata, Zelda e David i signori che ci hanno accolto sono stati molto carini nonostante il nostro scarsissimo inglese, ma la gente in generale e' carinissima, sono tutti pronti ad aiutarti se ti vedono in difficolta', e piu' di una volta lo siamo state. Siamo stati a casa di Dario, l'amico di Rosita che ci ospitera' da lunedi', non puo' ospitarci prima perche' ci sono delle sue amiche, una delle quali una mia compagnia delle scuole medie.. e' proprio il caso di dire che non solo Palermo e' un paese, ma anche il resto del mondo non cugghiunia, ci ha fatto il caffe' con la caffettiera, e' stato un po' come sentirsi a casa guardando un panorama mozzafiato, quello della 31esima avenue, con l'empire che ti sorride. Rosita non dorme da quando siamo partite, e mi sveglia sempre, un po' la odio. Il Servas che doveva ospitarci stasera dice che ha avuto un problema con la cucina e ci ha lasciato in tredici, giappunisi sdisanuratu!!
Ma non vi allarmate, se siamo qua e' per cercare un ostello o qualcosa di simile che ci dia riparo in queste due notti, e intanto Rosita medita vendetta, conta di scrivere ai capi dei Servas e forse anche al presidente degli States. Non siamo ancora completamente riprese dal fusorario, anzi per niente, la sensazione e' la stessa di quando si scende da una nave, siamo "ammaraggiate". Abbiamo vagato senza meta, ma ci sono anche troppi particolari da cogliere che ho l'impressione che due occhi non bastino. Il paese delle opportunita' ci ha accolto nel migliore dei modi, forse nell'unico modo che conosce, stupendoci in tutto. Tutte le cose che sono sempre sembrate lontane, la strage delle due torri, le elezioni presidenziali, walt disney, sex and the city, sono qui, adesso, e io non ne ho ancora piena consapevolezza. Non voglio perdermi nulla e scusate se non sono molto divertente ma non sono completamente fuori dai meccanismi di Palermo e non sono ancora dentro quelli di Manhattan. Mamma stai serena per favore che non ti sopporto ansiosa e mi fai diventare ansiosa pure a me. Signor Marchese e Signora Marchese non vi preoccupate che vostra figlia ha sempre la situazione sotto controllo, magari troppo, non mi permette di evadere con i pensieri che mi mette subito al firrio!!! Spero che in agenzia tutto bene, Fabione se mi leggi lasciami qualche commento, oppure Rossella, Giuseppe o chiunque. Alla prossima!

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permalink | inviato da StrafalarieAndTheCity il 17/10/2008 alle 21:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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